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YOSHIN RYU - SCUOLA DEL SALICE

Rigurdo allo sviluppo storico dello Ju Jitsu moderno vi sono diverse versioni; secondo una di queste un dottor giapponese di Nagasaki, Akiyama Shirobei Yoshintoki (1530 circa), osservando un giorno di tempesta il comportamento di un ciliegio e di un salice poco distanti, egli notò che i forti rami del ciliegio rimanevano rigidi contro il vento e sotto il peso della neve si erano spezzati, mentre quelli del salice, più deboli ma anche più flessibili, si curvavano davanti alla violenza del vento e sotto il peso della neve, rimanendo indenni.
Si afferma che questo fatto abbia ispirato il dottor Akiyama a studiare un sistema di combattimento nel quale il più debole degli antagonisti potesse vincere piegandosi come i rami del salice.

Pare così che egli fondasse un'accademia (scuola) chiamata "Yoshin Ryu", che tradotto significa "scuola del salice".

Presto sorsero molte scuole in tutto il Giappone. I loro sistemi assunsero nomi diversi, ma uno dei più conosciuti fu chiamato "Ju Jitsu", che letteralmente significa "l'arte gentile".

Disse il saggio LAO TZU: "Quando nasce l'uomo è tenero e debole: quando muore è rigido e forte".
Il lottatore di ju jitsu deve essere sfuggente, deve fare di se stesso un enigma che scivola via quanto più uno cerca di risolverlo; deve essere come l'acqua che sfugge fra le dita a coloro che cercano di stringerla.